5 cose che puoi imparare agli eventi di Martin Lindstrom

Martin Lindstrom è conosciuto in tutto il mondo come il Guru del Marketing, questo perché ha contribuito alla creazione e al lancio di un numero impressionante di brand, alcuni dei quali, molto probabilmente si trovano in questo momento davanti ai tuoi occhi.

È tra i primi ad aver rivoluzionato il NeuroMarketing riuscendo a fare complessi studi sulla scansione del cervello cercando di comprendere il motivo della discrepanza tra ciò che i consumatori affermano durante una ricerca statistica e ciò che realmente pensano. 

Viaggia 300 giorni su 365 ed è il visionario delle tendenze del Marketing Online e Offline. Questo è il fantastico mondo di Martin, conoscerlo ti cambierà la vita.

Durante i suoi eventi la sua entrata viene segnata da giochi di luci e musica il tutto per rendere la sua presenza ancora più elettrizzante!

Interagisce molto con il pubblico presente, scherza, critica in modo costruttivo le osservazioni, è ironico e il suo aspetto vincente è il fatto che condivide molta, molta conoscenza pratica. 

Ogni brand che partecipa ai suoi eventi è davvero entusiasta di ricevere l’opinione di Martin, un grande privilegio per imparare come applicare già da quell’istante la nuova strategia per poter migliorare il brand.

5 cose che impari da Martin Lindstrom ai suoi eventi:

1. Il successo per un’azienda significa un giusto bilanciamento tra Big data e Small data.

I big data sono cifre vuote, statistiche, studi, ricerche e analisi. Queste cifre non parlano del futuro, soprattutto in questo periodo dove i consumatori sono poco prevedibili.

Small Data invece significa conoscere in profondità il tuo cliente, sia passando del tempo insieme a lui analizzando quello che fa durante la giornata, sia facendo degli esperimenti.

2. Quando nella mente del consumatore si crea un disequilibrio tra quello che riesce a trovare e quello che sta cercando, è il momento per i brand di prendere al volo l’opportunità. 

3. La creatività è morta. Al giorno d’oggi essere creativi significa mettere insieme 2 aspetti banali in maniera inaspettata e inedita che offre un’esperienza memorabile alle persone. Detta in poche parole, o meglio usando le parole di Martin: sarà difficile inventare un’altra volta la ruota.

4. Non esiste nessuna differenza tra le leggi che si applicano al B2B e quelle che si applicano al B2C. Secondo Martin B2B deriva dalla parola “boring to boring”.  Indifferentemente se ci indirizziamo verso un’azienda oppure verso un consumatore, la comunicazione dovrebbe essere quanto più “umana” possibile perché tutti noi vibriamo alle emozioni. Quello che è impersonale o troppo formale non potrà mai portare grandi risultati.

5. Cerca una visione semplice, d’impatto, rappresentativa, nella quale le persone possano credere.

Esistono molte similitudini tra la religione e brand, dalla comunità che si crea, ai miti, i valori, le gerarchie e così via. La cosa importante è che oltre al tuo logo, devi fare in modo che il tuo brand diventi una religione per i tuoi clienti. Ed è possibile fino a quando sai a chi ti stai rivolgendo e conosci il tuo target.